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MovieThe City of Lost Children
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The City of Lost Children

La città perduta

Alcuni seguono i loro sogni. Altri li rubano.

19951h52Marc Caro, Jean-Pierre Jeunet7.2 / 10 (1,221 votes)

Un uomo, concepito da uno scienziato con l'ambizione di creare l'essere più intelligente del mondo, invecchia prematuramente per via di un grosso problema: non riesce a sognare. Aiutato dai suoi fratelli, concepiti anche questi in provetta (sono infatti dei cloni), rapisce i bambini della città portuale per poterne rubare i sogni e trovare la cura alla sua malattia prima di morire. Il problema con i bambini che rapisce è che fanno sempre e solo incubi, fondamentalmente perché hanno paura proprio di lui, e in questo modo non c'è modo di trovare una soluzione.

Why it's in the Vault

La città perduta è un viaggio straordinariamente bizzarro nell'immaginazione di Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro. Una città portuale decadente, macchinari improbabili e personaggi grotteschi compongono un universo sospeso tra incubo e fiaba oscura. Ron Perlman dona una sorprendente tenerezza al personaggio di One, mentre Judith Vittet interpreta Miette con energia e determinazione. La scenografia, i costumi e la fotografia costituiscono i punti di forza più memorabili del film, accompagnati dalla musica suggestiva di Angelo Badalamenti. Visto molto tempo fa, rimane soprattutto il ricordo di un'esperienza visiva folle e inventiva, più che di una trama ancora nitida in ogni dettaglio. Un'opera singolare del cinema fantastico francese, che merita una nuova visione per riscoprirne la magia.

— Matty, Curator of the Vault*

Atmosphere

Onirico, grottesco, malinconico, industriale, inquietante

Fiaba oscuraFantasia steampunkCinema surrealeInfanzia perdutaImmaginario goticoFantastico francese
Meraviglia visiva surrealista
Fiaba fantastica oscura
Malinconia gotica
Avventura e mistero

Contiene rapimenti di bambini, immagini oniriche inquietanti, violenza, minori in pericolo, personaggi disturbanti e temi legati al lutto e allo sfruttamento.

Dans les coulisses

Ce qu'on ne voit pas à l'écran

01

Dopo Delicatessen

Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro tornano alla regia insieme dopo il loro primo lungometraggio del 1991.

02

Ron Perlman in Francia

L'attore americano interpreta One in una produzione prevalentemente francofona.

03

La musica di Angelo Badalamenti

Il compositore legato al cinema di David Lynch firma la suggestiva colonna sonora.

04

I costumi di Jean-Paul Gaultier

Lo stilista francese contribuisce all'identità grottesca e senza tempo del film.

05

In concorso a Cannes

Il film partecipa alla competizione per la Palma d'oro nel 1995.

06

Una città immaginaria

Scenografie elaborate e oggetti meccanici costruiscono un mondo industriale da fiaba oscura.

Aux origines

Una sceneggiatura originale di Gilles Adrien, Jean-Pierre Jeunet e Marc Caro

Un racconto che intreccia fiaba oscura, avventura e riflessione fantastica sui sogni e sull'infanzia.

Palette

Les couleurs du film

Verde ossidato#526A5B
Rame industriale#A16B48
Blu petrolio#294E50
Rosso ruggine#8F433B
Oro dei sogni#C5A16C
Nebbia notturna#343D42