Un'idea nata nell'adolescenza
Luc Besson cominciò a immaginare l'universo del film da adolescente, inizialmente sotto forma di romanzo.

Il quinto elemento
Non c'è futuro senza di esso.
Una congiunzione provoca l'apertura di un varco attraverso cui una forza penetra nel nostro universo. Gli antichi egizi lo sapevano, ed anzi erano i custodi dell'arma capace di arrestarla, basata sulla fusione dei quattro elementi primari: terra, acqua, fuoco e aria, e di un quinto elemento. Ma agli inizi del ventesimo secolo scendono sulla Terra i Mondoshawan, esseri superiori e benefici che portano via l'arma, promettendo di restituirla. Il momento arriva nel 2259, quando il passaggio si riapre e l'universo è di nuovo minacciato. I Mondoshawan rispediscono sulla Terra l'arma con il quinto elemento, l'amore, incarnato in Leeloo, ma l'astronave viene intercettata e distrutta dai Mangalore. Fortunatamente dal relitto vengono estratti resti sufficienti a clonare la ragazza, ma la nuova Leeloo non ricorda nulla di sè nè del compito che l'attende. Fuggendo si imbatte nel tassista Korben Dallas, che l'aiuterà a recuperare gli altri quattro elementi e a salvare il mondo.
Why it's in the Vault
Pochi film di fantascienza degli anni Novanta possiedono un'identità immediatamente riconoscibile come Il quinto elemento. Luc Besson si concede qualsiasi follia: taxi volanti, costumi stravaganti, creature improbabili, spettacoli operistici e personaggi irresistibilmente sopra le righe. La storia è piuttosto semplice e alcuni momenti comici risultano eccessivi, ma l'immaginazione visiva è davvero contagiosa. Una space opera coloratissima, la cui audacia estetica e l'energia travolgente le hanno garantito un posto duraturo nella cultura popolare.
— Matty, Curator of the Vault*
Atmosphere
Contiene violenza fantascientifica, sparatorie, esplosioni, creature minacciose, costumi provocanti, allusioni sessuali e qualche espressione volgare.
Dans les coulisses
Luc Besson cominciò a immaginare l'universo del film da adolescente, inizialmente sotto forma di romanzo.
Jean-Paul Gaultier creò i costumi spettacolari, trasformando la società futuristica in una passerella fuori dal comune.
Jean-Claude Mézières e Moebius contribuirono alla progettazione visiva, collegando il film alla tradizione della fantascienza a fumetti.
Il soprano albanese Inva Mula prestò la voce alla Diva, mentre la musica elettronica di Éric Serra contribuì a creare una performance vocale straordinaria.
Nonostante il ruolo centrale nell'intreccio, Zorg non condivide alcuna scena con Korben Dallas.
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