Il debutto di Natalie Portman
Léon segna l'esordio cinematografico dell'attrice nel ruolo di Mathilda; in seguito interpreterà Padmé Amidala in Star Wars.

Dal momento del loro incontro, le loro vite non saranno più le stesse.
Léon è un killer che vive solo, avendo unicamente una pianta da vaso come compagnia. Mathilda è una ragazzina che abita nell'appartamento a fianco alla stanza di Léon. Quando la famiglia di Mathilda viene sterminata per una storia di droga, lei chiede aiuto a Léon. Tra i due nasce una tenera amicizia, fra scambi di lezioni sull'uso delle armi da una parte e di lettura dall'altra.
Why it's in the Vault
Léon è uno di quei film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita. Luc Besson unisce un thriller criminale stilizzato a una storia profondamente commovente sulla solitudine, sulla fiducia e sull'incontro tra due persone segnate dalla vita. Jean Reno è magnifico: con pochissime parole e gesti misurati, riesce a dare un'umanità sorprendente a un assassino professionista. Al suo fianco, Natalie Portman offre un debutto cinematografico straordinario, interpretando Mathilda con vulnerabilità, intelligenza e determinazione. Gary Oldman completa il trio con un antagonista terrificante e imprevedibile. Ma ciò che rende davvero indimenticabile il film è la sua forza emotiva. Il finale è devastante e Shape of My Heart di Sting prolunga quella sensazione ben oltre i titoli di coda. Un capolavoro personale, sostenuto da interpretazioni eccezionali e da una conclusione impossibile da dimenticare.
— Matty, Curator of the Vault*
Atmosphere
Contiene intensa violenza armata, omicidi, sangue, minacce contro una bambina, agenti corrotti, lutto e situazioni disturbanti che coinvolgono una minorenne. Alcune scene presentano un'ambiguità problematica nel rapporto tra il protagonista adulto e la ragazza.
Dans les coulisses
Léon segna l'esordio cinematografico dell'attrice nel ruolo di Mathilda; in seguito interpreterà Padmé Amidala in Star Wars.
L'attore costruisce il personaggio attraverso pochi dialoghi, gesti contenuti e una vulnerabilità inattesa.
L'attore interpreta un agente corrotto della DEA dal comportamento esplosivo e imprevedibile.
La pianta in vaso diventa il simbolo ricorrente di una vita senza radici e del desiderio di appartenenza.
Il montaggio più lungo aggiunge scene sulla quotidianità di Léon e Mathilda, approfondendo anche gli aspetti controversi del loro rapporto.
Shape of My Heart, tratta dall'album Ten Summoner's Tales del 1993, accompagna il finale ed è diventata inseparabile dal film.
Aux origines
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