Sette anni per arrivare sullo schermo
Claude Barras spiegò che l'adattamento si sviluppò per circa sette anni dopo la scoperta del romanzo di Gilles Paris grazie al collaboratore Cédric Louis.

La mia vita da Zucchina
SOMETIMES WE CRY BECAUSE WE'RE HAPPY.
Zucchino non è un ortaggio ma un bambino (il cui vero nome era Icaro) che pensa di essersi ritrovato solo al mondo quando muore sua madre. Non sa che incontrerà dei nuovi amici nell'istituto per bambini abbandonati in cui viene accolto da Simon, Ahmed, Jujube, Alice e Béatrice. Hanno tutti delle storie di sofferenza alle spalle e possono essere sia scostanti che teneri. C'è poi Camille che in lui suscita un'attenzione diversa. Se si hanno dieci anni, degli amici e si scopre l'amore forse la vita può presentarsi in modo diverso rispetto alle attese.
Why it's in the Vault
La mia vita da Zucchina è una di quelle scoperte che ricordano perché vale la pena cercare oltre i titoli più evidenti. Dietro un manifesto che non lascia necessariamente intuire ciò che ci aspetta si nascondono una stop motion straordinariamente espressiva, una storia di grande intelligenza emotiva e soprattutto personaggi che acquistano profondità scena dopo scena. Simon ne è forse l'esempio più bello: inizialmente presentato come il bullo della casa, diventa poco a poco comprensibile, vulnerabile e infine profondamente affettuoso. Tenero senza diventare stucchevole e doloroso senza rinunciare alla speranza, è una grande piccola perla del 2016 come se ne incontrano troppo raramente.
— Matty, Curator of the Vault*
Atmosphere
Affronta la morte di un genitore, negligenza, abusi, dipendenza e abbandono attraverso lo sguardo sensibile dei bambini, ponendo infine l'accento sull'amicizia, la cura e la ricostruzione.
Dans les coulisses
Claude Barras spiegò che l'adattamento si sviluppò per circa sette anni dopo la scoperta del romanzo di Gilles Paris grazie al collaboratore Cédric Louis.
Il costruttore di pupazzi Grégory Beaussart e una squadra di dieci persone impiegarono circa dieci mesi per realizzare 54 pupazzi, continuando poi a mantenerli e ripararli durante le riprese.
Le teste enormi e i grandi occhi non sono soltanto una scelta estetica. Barras aveva già sviluppato questo linguaggio grafico essenziale nei cortometraggi perché consentiva ai pupazzi di trasmettere emozioni molto sottili.
Dopo anni di sviluppo Barras collaborò con Céline Sciamma, portando nel progetto la sua particolare sensibilità verso l'infanzia e i giovani personaggi.
Nel 2017 il film vinse sia il César per il miglior film d'animazione sia quello per il miglior adattamento, assegnato a Céline Sciamma.
Aux origines
Il film di Claude Barras adatta il romanzo dedicato a un bambino soprannominato Zucchina e alla sua vita insieme ad altri ragazzi segnati da difficili storie familiari, concentrando il racconto sulla resilienza, l'amicizia e la possibilità di ricostruire una famiglia.
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