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MovieLife Is Beautiful
EssenzialeOscar Winner - Miglior attore protagonista :: Roberto Benigni :: 1999Oscar Winner - Miglior film in lingua straniera :: Italia :: 1999Oscar Winner - Miglior colonna sonora originale drammatica :: Nicola Piovani :: 1999Oscar Nominee - Miglior film :: Elda Ferri e Gianluigi Braschi :: 1999Oscar Nominee - Miglior regia :: Roberto Benigni :: 1999Oscar Nominee - Miglior sceneggiatura originale :: Roberto Benigni e Vincenzo Cerami :: 1999Oscar Nominee - Miglior montaggio :: Simona Paggi :: 1999

Life Is Beautiful

La vita è bella

Una favola indimenticabile che dimostra che l'amore, la famiglia e l'immaginazione conquistano tutto.

19971h57Roberto Benigni8.4 / 10 (14,037 votes)

Guido, un giovane ebreo amante della vita e della poesia, si reca ad Arezzo con l'amico Ferruccio in cerca di lavoro. Si fa assumere come cameriere dallo zio Eliseo, che gestisce il Grand Hotel, e s'innamora di Dora, un'insegnante promessa sposa all'antipatico fascista Rodolfo. Con l'esuberanza e l'allegria del suo carattere, riesce a vincere le reticenze della maestrina, e a sposarla. Sei anni dopo, probabilmente denunciato dalla suocera che non ha mai digerito il matrimonio, Guido è deportato in un campo di concentramento con lo zio Eliseo e col suo figlioletto, il piccolo Giosuè, mentre Dora, pur non essendo ebrea, decide di seguirli di sua iniziativa.

Why it's in the Vault

La vita è bella appartiene a quei classici che sembra difficile non consigliare di vedere almeno una volta. La sua forza sta soprattutto nel modo in cui attraversa un orrore inimmaginabile attraverso gli occhi di un bambino, grazie a un padre disposto a tutto pur di preservarne l'innocenza, trasformando la paura in un gioco e la brutalità in qualcosa che il figlio possa affrontare senza comprenderla fino in fondo. Il passaggio dalla gioia quasi spensierata dell'inizio alla devastazione della seconda parte è audace, ma dà all'amore di Guido per Giosuè un peso enorme. Divertente, doloroso e profondamente tenero, resta soprattutto la storia di un padre che protegge fino all'ultimo il modo in cui suo figlio guarda il mondo.

— Matty, Curator of the Vault*

Atmosphere

Tenero, gioioso, straziante, umanista, agrodolce

Amore paternoInnocenza infantileSopravvivenza in guerraImmaginazione protettivaTragicommediaResilienza umana
Amore paterno
Innocenza infantile
Peso tragico
Calore comico

Contiene persecuzione legata alla Shoah, antisemitismo, prigionia in un campo di concentramento, uccisioni di massa implicite, morte e intensi temi bellici parzialmente filtrati dallo sguardo protetto di un bambino.

Dans les coulisses

Ce qu'on ne voit pas à l'écran

01

L'influenza del padre di Benigni

Luigi, padre di Roberto Benigni, era stato prigioniero in un campo di lavoro tedesco durante la Seconda guerra mondiale e in seguito raccontò quell'esperienza ai figli anche attraverso l'umorismo, un approccio che influenzò l'idea emotiva del film.

02

Proteggere un bambino

Benigni spiegò che la semplice immagine di un padre intento a proteggere il proprio figlio fu una delle idee che lo commossero maggiormente durante lo sviluppo del film.

03

Alla ricerca di un tono impossibile

Consapevole della delicatezza nel combinare comicità e Shoah, Benigni studiò l'argomento e consultò rappresentanti della comunità ebraica, storici e altri esperti durante la preparazione.

04

Il Grand Prix di Cannes

Il film vinse il Grand Prix al Festival di Cannes del 1998 prima di diventare un enorme successo internazionale.

05

Tre premi Oscar

Il suo percorso internazionale culminò con tre Oscar, tra cui quello a Benigni come miglior attore e quello al miglior film in lingua straniera per l'Italia.

Palette

Les couleurs du film

Oro toscano#C89A55
Terracotta calda#A85F45
Verde oliva#777253
Grigio del campo#696B68
Blu sbiadito#657783
Antracite scuro#343434